I ballottaggi 2016 hanno un sicuro sconfitto: il Partito Democratico

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C’era grande attesa per i ballottaggi 2016 e i risultati usciti dalle urne hanno dato ragione a chi si attendeva uno scossone molto forte per il sistema politico.
Già dai primi exit poll, infatti, si era capito come la tornata elettorale che ha coinvolto quasi tutti i maggiori centri del Paese sarebbe stata una sconfitta per il Partito Democratico.
Una sconfitta che con l’arrivo dei dati reali si è infine tramutata in una vera e propria disfatta, con la perdita non solo di grandi realtà come Roma e Torino, ma anche di molti altri piccoli e medi centri. Il risultato finale dei ballottaggi 2016 suona quindi come uno schiaffo da parte dell’elettorato non solo al Partito Democratico, ma anche al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

La caduta di Roma e Torino

Se Roma era ormai data per persa dai vertici democratici, qualcuno sperava ancora di poter salvare Torino, anche per il peso specifico del rappresentante del centrosinistra, il sindaco uscente Piero Fassino.
Anche per lui, però, è stata notte fonda, con il dato delle urne presto diventato chiaro a favore della sua rivale, la candidata del Movimento 5 Stelle, Chiara Appendino.elezioni-2016
Alla fine neanche l’aver salvato Bologna e Milano, in questo caso per il rotto della cuffia, ha potuto nascondere il pessimo esito dei ballottaggi 2016, i quali segnalano non solo la rottura del feeling tra elettorato e Matteo Renzi, ma anche l’inequivocabile fallimento di una politica di sfondamento al centro che ha sguarnito del tutto l’ala sinistra dello schieramento, lasciando praterie in cui il Movimento 5 Stelle ha potuto cavalcare indisturbato. Come dimostra il caso romano, ove il partito del Premier è riuscito ad ottenere la maggioranza al primo turno solo ai Parioli e nel centro storico, naufragando completamente nelle periferie, tradizionale serbatoio della sinistra.

Un campanello d’allarme da non sottovalutare

Se al dato del PD si aggiunge l’eccezionale risultato conseguito dal M5S, con venti vittorie su altrettanti ballottaggi in cui era presente un candidato del raggruppamento politico fondato da Beppe Grillo, il quadro complessivo si fa ancora più preoccupante.

A renderlo tale è proprio la constatazione che il tentativo di formare un cordone sanitario in grado di contrastare il M5S non ha praticamente tenuto alla resa dei conti. Tanto da aver spinto più di un osservatore a chiedersi se ora Matteo Renzi vorrà continuare a proporre l’Italicum come legge elettorale, con un secondo turno che potrebbe rivelarsi vantaggioso per il M5S.

Intanto, però, c’è ancora da giocare una partita molto importante, a ottobre, quando il popolo italiano sarà chiamato a decidere se confermare le modifiche costituzionali decise dal Partito Democratico coi suoi alleati del centrodestra.

Se già nei giorni passati erano cominciati a trapelare i primi sondaggi favorevoli al fronte del No, il risultato dei ballottaggi conferma come la strada per Renzi sia ora in salita.

Considerato che lo stesso Presidente del Consiglio ha voluto legare la sua permanenza a Palazzo Chigi alla vittoria referendaria, sembra sempre più complicato pensare ad una tenuta del governo. Soprattutto in considerazione del fatto che i ballottaggi 2016 hanno in pratica rinvigorito l’opposizione interna, la quale può ora cercare di rifarsi delle sconfitte accumulate nel recente passato e ribaltare una situazione che sembrava ormai cristallizzata a favore di Renzi.

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